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Vi si arriva attraversando la bellissima campagna ragusana. La trattoria conserva la sua antica semplicità e si compone di un piccolo bar al'ingresso e di un'unica sala da pranzo, sobria ed accogliente. D'estate, quando il sole imperversa con i suoi raggi infuocati, gli accaldati ospiti potranno rifugiarsi nell'ampio dehors. Giovanni La Ferla, subentrato al padre, si prende cura dell'accoglienza con il personale di sala. In cucina siamo alla sicurezza assoluta. Tre donne di casa la madre Lucia, La sorella Rita e la giovane moglie cubana di Giovanni, Janaisa, imperano per il piacere dei tanti ospiti. Sono loro che preparano, a mano, le paste e tutte le succulente pietanze che arriveranno sui tavoli. Tranquillità massima anche sul fronte delle materie prime. La zona è riffa di agnelli, vitelli, maiali, conigli, formaggi, verdure, ortaggi. La cucina può essere definita, nella sua rassicurante linearità, di stampo casalingo e tradizionale. In essa si cela un savoir fare popolare di significativa valenza culturale, fortemente identitario di un'area, quella ragusana, che in passato ed ancora oggi esprime una gastronomia d'eccellenza, tradizionale ed innovativa che sia, seconda a nessuna nell'isola. Dalla cucina arriveranno per il piacere degli occhi e del palato:antipasti rustici, gelatìna di maiale, "scacce" (focacce) ricolme di ricotta e salsiccia, di broccoli, di pomodoro e caciocavallo, i deliziosi ravioli di ricotta conditi con il gustoso ragù di maiale, i locali cavatelli con melanzane e ricotta salata. Fra I numerosi secondi piatti, insuperabili la tradizionale costata di maiale ripiena ed il saporito coniglio alla cacciatora e la caponata siciliana. Si chiude il succulento pranzo con cassatelle di ricotta, amaretti di mandorla e cioccolato di Modica. Straordinariamente vasta la cantina, a prezzi moderati, con il meglio dell'enologia siciliana. Il conto, estremamente corretto, sarà il piacevole finale della bella esperienza gastronomica. Dimenticavamo: non meravigliatevi se al tavolo accanto al vostro dovesse esserci l'onorevole Fausto Bertinotti assieme alla moglie. L'elegantissimo ex Presidente della Camera, già Segretario di Rifondazione Comunista, ama questa trattoria e la frequenta dai primi anni '90. Adora i ravioli di ricotta con il ragù di maiale ed i più pregiati Cerasuoli di Vittoria. Alla fine del pasto si fà sempre servire un pregiatissimo e famoso whisky. Sino all'entrata in vigore della legge contro il fumo nei locali pubblici, si accendeva con lentezza un sigaro cubano mastodontico e ne osservava compiaciuto le ascendenti volute. E anche l'esuberante critico d'arte deputato Vittorio Sgarbi e la sua rumorosa corte, preceduti da una telefonata della scorta, fecero irruzione nel locale due del mattino. Era uno dei suoi famosi blitz per rendersi conto di persona dello stato di uno dei più bei castelli di Sicilia, appunto quello di Donnafugata. Sgarbi aveva a lungo ammirato il bellissimo Salone degli Specchi. Alla fine della visita, il piccolo manipolo di illustri visitatori prese posto nell'unica grande sala di questa verace trattoria di campagna, situata in quelle che furono per lungo tempo le stalle del famoso maniero. Fra “scacce ragusane” , Gelatine di maiale e numerose bottiglie di Cerasuolo di Vittoria, anche se Sgarbi, sobrio al meno nel nutrirsi, piluccò solo qualcosa, l'allegra brigata andò via alle quattro del mattino. Ma per il gentile gestore del locale, il dinamico Giovanni La Ferla, era stata comunque una bella e gratificante cena, ad un orario inconsueto, una delle tante con ospiti famosi.
RINGRAZIO GLI AMICI
NINO AIELLO
FRANCESCO PENSOVECCHIO
è GIANCARLO LO SICCO CHE RIMARRA' SEMPRE NEI NOSTRI CUORI......
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